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Posts Tagged ‘Musica’

…se mai qualcuno capirà
sarà senz’altro un altro come me

Ad esempio a me piace il sud, Rino Gaetano, Ingresso libero (1974)

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De André canta De André, Milano, 08 marzo 2010

Ieri sera ero al teatro Smeraldo di Milano, al primo di due concerti – il secondo questa sera – di Cristiano De André, che, come dice il nome del tour, ripercorre le canzoni del padre. Per me, per il quale uno dei maggiori rimpianti di sempre è stato non fare in tempo ad assistere dal vivo a un’apparizione di Fabrizio De André, è stata una grandissima emozione. Non cercherò nemmeno di raccontare a parole l’evento, la ricca scaletta (credo almeno una ventina di canzoni), Cristiano sul palco, i suoi figli e Dori Ghezzi con noi tra il pubblico, gli aneddoti e i ricordi personalissimi di un figlio del proprio padre. Sarebbe comunque riduttivo classificarlo come un concerto tributo, e gratuito dire che Cristiano campa semplicemente della figura di Fabrizio. È innegabile il tocco personale e innovativo dato agli arrangiamenti, una vena fortemente rock che parte e ricorda le versioni della PFM (magistrale l’interpretazione di Amico fragile!), ma sa spingersi perfino oltre. Tutto ciò a pari passo con una figura, un portamento, un tono di voce caldo e pastoso, un modo di porsi e di parlare, da quei pudici e lapidari “Grazie.” alla fine di una canzone, al modo di appoggiarsi alle vocali in un discorso, che ricordano in maniera vigorosa, a tratti impressionante, papà Fabrizio.

Inutile, tutte le emozioni, le sensazioni ancora fresche e brucianti, la musica nelle orecchie, i versi, la forza poetica e vitale di parole che sembravano più grandi dell’affollatissimo teatro che le conteneva. Ricordi veri e presunti che resteranno per sempre, di una serata in cui anch’io per un giorno, per un momento, corsi a vedere il colore del vento.

Filmati di zemo84.

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Dedicato a G.

Vite, Francesco Guccini, Ritratti (2004)

Tu sei quelli che son venuti prima
che in parte hai conosciuto, e quelli dopo
che non conoscerai, come una rima
vibrante e bella, però senza scopo.
È inutile cercare una risposta,
sai che non ce ne sono e allora tenti
un bussare distratto a quella porta
che si schiude soltanto ai sentimenti.
Non saprai e non sai, questo dolore
che vagli fra le maglie di un tuo cribro
vanisce un po’ nel contemplare un fiore
si scorda fra le pagine di un libro…

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Dicen que mi patria es, (Anonimo spagnolo), versione dei Quilapayún, Quilapayún 3 (1969)

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Amerika, Rammstein, Reise, Reise (2004)

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Chan Chan, Compay Segundo, Eliades Ochoa & Ibrahim Ferrer, Buena Vista Social Club (1997)

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Ero in macchina con Bruce Springsteen, da qualche parte in America. Guidava un SUV, non so che marca fosse, ma credo giapponese. C’erano tre ragazze con me, dietro – mai viste prima, sono salite dopo di me – così mi trovavo schiacciato contro la portiera del lato guidatore. Il tipo è proprio a posto, credetemi, a parlarci ti sembra di conoscerlo da una vita, giuro! Mi sono sporto come potevo tra i sedili davanti e gli ho chiesto se pensava di tornare a suonare a Milano, così sarei venuto al suo concerto… Ha detto che no, non ci pensa proprio, he was seriously pissed off dopo quella multa che gli hanno affibiato a San Siro. Qua in Italia va tutto a rovescio… Gli ho solo potuto dare ragione, e dispiacermi perché in fondo era dietro l’angolo. Ha riso di gusto – ve l’ho detto, è proprio simpatico.

Ci siamo fermati ad un minimarket 24/7, sono sceso a prendere al volo delle Mentos. Le ho prese classiche perché eravamo di fretta, pare stessimo raggiungendo una festa, non mi era chiaro di chi. Anche comprare un pacchetto di Mentos può rivelarsi un’impresa, negli States: hanno quarantamila gusti e formati differenti, c’è una tale diversificazione dell’offerta, per ogni gusto, che devi viverci troppo a lungo per capire cosa fa per te. Non mi piace. Noi serbi non siamo abituati alle scelte, alla democrazia, anche se alla fine la scegliamo perché sì, perché oggi va di moda, ma è inutile, è proprio una questione di DNA. Per noi non hanno senso le sfumature, più di due modalità di scelta. Guerra/Pace, Caldo/Freddo, Bianco/Nero… Tregue, guerricciole, battagliette, tiepidumi e grigiumi sono per senzapalle.

Comunque dopo tutto questo tempo che non vado in Inghilterra e non studio inglese, è stata una piacevolissima sorpresa scoprire che riesco ancora ad esprimermi con una notevole facilità, e trattare di argomenti diversi tra loro. Poi il Boss aveva quel modo gentile e pratico di correggermi quando sbagliavo qualcosa, non me lo diceva, semplicemente usava la stessa costruzione della domanda nella risposta, di modo da ripetere quello che ho detto in maniera corretta. È proprio in gamba il Boss, sì sì.

Peccato a quel punto gli sia suonato il cellulare, non so perché credevo fosse il mio, mi ha scosso talmente tanto che mi sono svegliato. Peccato, già, avrei proprio voluto vederla, quella festa. Sarà per un’altra volta, ad ogni modo ero contento… Cazzo, non capita tutti i giorni di svegliarsi per colpa del cellulare di Bruce Springsteen!

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