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Posts Tagged ‘folk’

Dicen que mi patria es, (Anonimo spagnolo), versione dei Quilapayún, Quilapayún 3 (1969)
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Wake up! Wake up, crowd!
Wake up from your boring dream!

Unza Unza Time, Emir Kusturica & the No Smoking Orchestra, Unza Unza Time (2000)

…’coz it’s unza-unza-unza-unza-unza-unza-unza-unza time!

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Riascoltavo per caso un album di Bruce Springsteen, di giusto due o tre anni fa, per distrarmi dal polveroso tomo di diritto pubblico, e mi ero soffermato su una delle canzoni che da sempre preferisco.

In realtà si tratta di una bellissima ballata antimilitarista irlandese, risalente almeno al 1815, ai tempi delle guerre napoleoniche. All’epoca canzoni di questo tipo riscuotevano successo tra i repubblicani irlandesi, attivi nel dissuadere i loro giovani compatrioti dall’arruolarsi tra le fila dell’esercito britannico: parla di una vedova, Mrs. McGrath (o McGraw, come direbbero in Irlanda), e del suo unico figlio, partito per il fronte.

Ve la propongo in un video, dove ho incollato alcuni filmati originali dell’assedio di Vukovar, del 1991. Forse un giorno, con più tempo, vi parlerò anche della “mia” guerra.

“Oh, Mrs. McGrath”, disse il sergente,
“non vorrebbe fare di suo figlio Ted un soldato,
con una giubba scarlatta ed il cappello piumato,
oh, Mrs. McGrath, non le piacerebbe?”

Orbene, Mrs. McGrath viveva in riva al mare,
dopo sette e più lunghi anni
vide una nave entrare la baia
con suo figlio giunto da lontano.

“Oh Capitano caro, dove sei stato,
hai veleggiato per il Mediterraneo,
hai notizie di mio figlio Ted,
è vivo o morto?”

Lì venne Ted, senza gambe,
al loro posto due arti di legno;
lo baciò una dozzina di volte o due,
dicendo “Dio mio, Ted sei tu?!”

“Dimmi, ma eri sbronzo, eri cieco
quando hai lasciato le tue belle gambe andare,
o è stato solcando i mari
che le tue gambe belle si sono consumate?”

“No, non ero sbronzo e non ero cieco
quando ho lasciato le mie belle gambe andare,
una cannonata il cinque di maggio
ha tranciato le mie gambe belle di netto.”

“Teddy, ragazzo mio”, pianse la vedova,
“le tue belle gambe erano l’orgoglio di tua madre,
dei monconi di legno non le sapranno sostituire;
perché non sei scappato da quella cannonata?”

“Ogni guerra straniera, lo dico a chiara voce,
vive di sangue e del dolore delle madri:
preferirei riavere mio figlio così com’era
piuttosto che il Re d’America e la sua marina intera.”

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