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Posts contrassegnato dai tag ‘Fabrizio De André’

Ieri sera ero al teatro Smeraldo di Milano, al primo di due concerti – il secondo questa sera – di Cristiano De André, che, come dice il nome del tour, ripercorre le canzoni del padre. Per me, per il quale uno dei maggiori rimpianti di sempre è stato non fare in tempo ad assistere dal [...]

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Nel 1981 viene pubblicato il decimo album in studio di De André (se si escludono dal conteggio le prime registrazioni della Karim). Intitolato semplicemente Fabrizio De André, viene spesso chiamato L’indiano per via della copertina, sulla quale è riportata un’opera di Frederic Remington, The Outlier (1909): È essenzialmente un album di rinascita, ed è in [...]

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Le nuvole

Il disco si chiama “Le nuvole”, e sia il titolo che la chiave di lettura sono stati presi a prestito dalla omonima commedia di Aristofane. Queste nuvole sono da intendersi come quei personaggi ingombranti, incombenti sulla nostra vita economica, politica e sociale, il cui ruolo fondamentale sembra quello di mettersi fra noi e il cielo [...]

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Un grazie…

…a Walter Pistarini, webmaster del sito Via del Campo, per la pubblicazione del mio racconto di Dolcenera.

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Esattamente dieci anni fa, la notte dell’11 gennaio 1999, all’Istituto dei Tumori di Milano moriva Fabrizio De André. Era affetto da qualcosa di più di una ernia al disco, come aveva alla sua solita maniera annunciato Fabrizio stesso, dovendo cancellare le ultime date di alcuni concerti già in programma. Ironia della sorte, proprio allora mi [...]

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Inverno

Sale la nebbia sui prati bianchi come un cipresso nei camposanti un campanile che non sembra vero segna il confine fra la terra e il cielo. Ma tu che vai, ma tu rimani vedrai la neve se ne andrà domani rifioriranno le gioie passate col vento caldo di un’altra estate. Anche la luce sembra morire [...]

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Liberamente ispirato a: Dolcenera (F. De André) Dio come manchi… ma quanto ci metti? Quando arrivi? Impazzisco in questa stanza, mi sento un leone in gabbia – ma quale leone, solo un agnello! Sposto oggetti, tocco fogli, guardo le ore. Fuori piove, dalla finestra la luce entra sempre più scura. E’ fitta quest’acqua, cade e [...]

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