Questo il feroce, terribile, intimidatorio urlo del segretario da encefalogramma piatto del Partito democratico (scrivo con la maiuscola non per rispetto, ma per gli stranieri, così capiscono che sì – si parla di un partito specifico, non di “un” partito democratico in generale, e che sì – in Italia un partito democratico nello specifico si chiama Partito democratico, come chiamare, che so, il proprio cane Cane). Dichiarazione che tra l’altro preclude anche l’ultima possibilità per Bersani & Co. d’essere richiesti in tv, a Chi l’ha visto?.
È davvero possibile per questa nomenklatura settuagenaria (non è vero, ci sono anche i ganzetti sui sessanta) che il vecchio spirito piciino da supremazia partitocratica prevalga su tutto, non dico sull’amor patrio (hahahahah!!) – che ormai al punto al quale siamo può tranquillamente sfociare in preoccupazione per le condizioni di sopravvivenza stessa della patria - ma un moto, un singulto di dignità personale, che non permetta a politici di mestiere di spacciare per ginnastica riabilitativa un coma irreversibile, sfogando sui proprio occhiali il consapevole imbarazzo per le stronzate immani dichiarate, che perlomeno quelli hanno la decenza di tacere.
Rivedevo questo intervento del buon Nanni Moretti in piazza Navona, e mi chiedevo che differenza ci fosse rispetto alla nostra situazione odierna. Poi per fortuna mi è venuto in soccorso il calendario: il filmato è del 2002, oggi è il 2010. Forse ha ragione Berlusconi, visti i tempi biblici di questa sinistra scaldabanco, fa pure in tempo a sconfiggere il cancro.



